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12 luglio, in visita al Reggimento Guide

Mercoledì 12 luglio, presso il Circolo Ufficiali della Caserma “Gen. G. D’Avossa” a Salerno, S.E. il Marchese Pierluigi Sanfelice di Bagnoli, Presidente del “Corpo Internazionale di Soccorso-Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio”, ha incontrato il Colonnello Andrea Mazzotta, Comandante del Reggimento Cavalleggeri Guide (19°), al cui Stendardo è stata tributata la Benemerenza d’Oro del S.M.O.C. di S.G. nel 2016. Presente anche il Cappellano Militare Capo don Claudio Mancusi, nostro Commendatore di Grazia Ecclesiastico. Il meeting ha sottolineato, in continuità con il passato, lo stretto rapporto di collaborazione tra l’Ordine Costantiniano e le “Guide” nato nel 2014 con l’allora Comandante Colonnello Diodato Abagnara ed il Delegato Pierluigi Sanfelice, e consolidatosi poi, negli anni successivi, grazie alla collaborazione dei Colonnelli Malizia e Sepe.

In particolare, in proiezione verso un futuro non lontano, si è manifestata la disponibilità a supportare le attività di peacekeeping del reggimento. Il Comandante Mazzotta ha ringraziato il Marchese Sanfelice per la vicinanza e la sensibilità verso il reparto e le sue attività, auspicando un continuum proficuo e luminoso.

Brevi cenni sulle “Guide”

Il 1 aprile 1991, dalla Caserma “Trieste” in Casarsa della Delizia, le “Guide” si trasferiscono a Salerno, nella Caserma “D’Avossa”, dove il 5 agosto dello stesso anno vengono elevate a rango di reggimento assumendo la denominazione di “19° Reggimento “Cavalleggeri Guide”. Il 2 agosto 1992 riprendono la denominazione di Reggimento “Cavalleggeri Guide (19°) e, nel corso dello stesso anno, l’unità viene trasformata da Reggimento di Leva a Reggimento su base Volontaria. Da quel momento il reggimento ha partecipato a tutte le missioni nei Balcani cui ha preso parte la Brigata Garibaldi, aggiungendo anche qualche turno in più sia in Bosnia che nel Kosovo, al suo già ben fornito paniere. Numerose le missioni in Libano ed Afghanistan. In precedenza, le Blindo delle “Guide” avevano servito in Somalia nella missione “Ibis”.

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